Rocco Roggia: “Oggi riuscire ad emergere in questo genere è sicuramente tra le sfide più complesse per un artista”

“Poiesis”, il primo album del violinista Rocco Roggia e del pianista Riccardo Natale.

Il disco è il risultato di un lungo lavoro di studio e ricerca che i due musicisti hanno eseguito sui più importanti compositori della musica della tradizione classica napoletana di ‘800 e inizio ‘900. Infatti, il progetto raccoglie i brani – per la prima volta nella storia registrati professionalmente– di Giuseppe Martucci, Alberto Curci, Alfredo D’Ambrosio e Luigi de Felice.

Gli autori presentati nel disco sono tra i primi che, nonostante ai tempi godessero di una fama internazionale, composero opere anche per il popolo, andando così a superare il tradizionale confine tra “musica colta” e “musica popolare”.

Rocco Roggia, per noi è un vero piacere darti il benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio: racconta ai nostri lettori un aneddoto particolare legato alla tua carriera musicale, magari che richiami le origini della nascita del duo con Riccardo Natale!

Spesso ci ritroviamo a ridere di un episodio in cui finimmo di suonare per un concerto presso un’istituzione importante di cui non riporto il nome per decenza. Dopo il concerto ci fu una cena abbastanza corposa e il vino bianco scendeva a grande velocità… diciamo che il livello alcolico era abbastanza elevato ed iniziammo ad improvvisare insieme.
Erano le 3.30 di notte…
Il seguito è piuttosto immaginabile…..

Quali sono gli artisti che non possono mai mancare nelle vostre playlist musicali? Oltre alla musica classica, ci sono altri generi che preferisci?

Sicuramente le nostre playlist sono molto variegate. Non possono certo mancare le interpretazioni più storiche dei grandi capolavori della musica classica come quelle di interpreti più moderni. Per quanto riguarda altri generi musicali adoro la musica Rock, sono un fan dei Pink Floyd e di Caparezza.

Al giorno d’oggi, quanto è difficile emergere nel panorama musicale, italiano e non, con il tipo di genere che fate voi?

Oggi riuscire ad emergere in questo genere è sicuramente tra le sfide più complesse per un artista. La maggior parte dei repertori sono già stati eseguiti da un’infinità di musicisti, ma credo che potremmo avvicinarci e “innovare”  quegli stessi repertori interpretandoli con le chiavi di lettura che ci stanno offrendo questi ultimi anni che stiamo vivendo. Eventi e stimoli completamente nuovi nella storia rispetto a pochi altri periodi. È una sfida complessa ma anche molto motivante.

Ora parliamo di “Poesis”, un album che nasce da un lungo lavoro di studio sui più importanti compositori della musica della tradizione classica napoletana di ‘800 e inizio ‘900. In particolare, si tratta di un album in cui la “musica colta” si fonde alla “musica popolare” sgretolando completamente il confine che li ha sempre separati. Come vi siete avvicinati a questo mondo e perché avete sentito l’esigenza di scriverci un album? Da cosa siete stati affascinati?

L’esigenza di creare questo progetto discografico nasce dal fatto che ho studiato al S. Pietro a Majella a Napoli. Oltre che un conservatorio, è un vero e proprio museo. Luogo tracciato dalla presenza di musicisti storici. Ho ritrovato un repertorio che fu portato alla luce da tutti violinisti-didatti di quel luogo…tutti Napoletani. Oltre ad opere di carattere didattico, rompono il confine che separava la musica colta da quella popolare. Il musicista colto scrive per il popolo per la prima volta. Erano artisti che vivevano la città nella loro intera vivacità e in tutta quella commistione di aspetti totalmente opposti che caratterizzano la napoletanità. Sono stato molto incuriosito da come tutto questo fosse stato tradotto musicalmente in ogni opera. Brani incredibilmente originali.

All’interno di “Poesis” c’è un brano a cui siete particolarmente legati? Perché?

Uno dei brani a cui siamo più legati è “Impressioni zingaresche” di Luigi De Felice. Si tratta di un brano inedito, mai stampato ufficialmente, mai eseguito, mai inciso. Una prima esecuzione sotto ogni punto di vista. Un brano incredibilmente coinvolgente a giudicare dalla risposta del pubblico.

Come continuerete a sorprendere i vostri ascoltatori? Progetti per il futuro?

In questo momento siamo molto concentrati su questo progetto, speriamo di farlo arrivare ad un pubblico quanto più vasto e variegato possibile…. Per il resto, come si dice,  stay tuned.

Ringraziamo il violista Rocco Roggia e il pianista Riccardo Natale per il prezioso tempo concesso, la nostra intervista è giunta al termine. Le ultime righe sono per voi, potete aggiungere ciò che volete! Ciao e a presto!

Grazie a voi di Rifugio Musicale per lo spazio. Direi parola alla musica..quindi: trovate “Poiesis” su tutti i Digital Stores (Spotify, Apple music, YouTube, ecc.) e veniteci ad ascoltare dal vivo 😉