Francesco Reitano: “Siamo figli delle scelte fatte, sbagliate e no”

Dopo lo straordinario successo di “Nuvole negli occhi” e “Portami al mare”, Francesco Reitano torna al suo pubblico con Vorrei: un’esortazione a godersi l’un l’altra, in pienezza; un brano che parla d’amore, del prendersi adesso. Un’urgenza artistica che nasce dalla consapevolezza che non si può prevedere il domani, “perché un conto le cose è dirle, ma il futuro poi che ne sa”.

Abito elegante e chitarra al collo, il versatile autore etneo estrae dal cilindro magico un “rock d’essai” intimo e vitale; una carica di energia che fa esplodere tutta la sua vis poetica. Interamente scritto e composto da Francesco Reitano, Vorrei è un progetto artistico orgogliosamente made in Sicily, che fa parte dell’Ep “Nuvole negli occhi” di prossima pubblicazione, registrato presso lo studio L.a.m. di Catania. Arrangiato da Mario Pappalardo al piano e alle tastiere, il brano vede la partecipazione di musicisti del calibro di Enzo Di Vita alla batteria, Antonio Moscato al basso e Giuseppe Minutolo alla chitarra.

Ciao, Francesco Reitano! Benvenuto su Rifugio Musicale. Diamo inizio a questa intervista con un aneddoto legato alla tua carriera musicale. Raccontaci qualcosa di te che ancora nessuno conosce!

A dispetto delle apparenze, sono una persona piuttosto timida e riservata. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con quest’aspetto della mia personalità, perché voler fare il cantante significa invece “metterci la faccia”. Per recuperare tempo, dopo il mio lungo esilio volontario dalla musica, ho partecipato a tutte le competizioni musicali (e pseudo tali) che sono riuscito a trovare, anche per spronarmi a ritrovare un ritmo. Esattamente come nel video di “Vorrei”, mi è capitato di cantare difronte a una flottiglia di sedicenti giurati, con parecchi aneddoti ilari, a volte grotteschi, che ho raccontato nella clip.

Parliamo delle tue influenze musicali. Quando hai cominciato a muovere i primi passi nel mondo della musica? Ricordi la tua prima canzone?

Le mie influenze musicali sono molteplici, ammirando sempre il genio e l’armonia insieme. Non per niente i miei primi ascolti sono stati i Beatles, gli Eagles, Stevie Wonder e gran parte dei cantautori italiani degli anni ‘70/‘80. Catania era una città in continuo fermento musicale. Si suonava ovunque, stavamo sempre con le chitarre in mano, pronti ad esibirci dove capitava. Devo confessare però la mia particolare predilezione per Pino Daniele, “Nero a metà” è stato una vera folgorazione. Proprio per questo amore nei confronti della sua musica, porto in giro uno spettacolo con la band Man in Blues per mantenerne vivo il ricordo.»

Quale è, secondo te, il ruolo del cantautore nella nostra società e cosa lo rende tale, degno di questo nome?

Nel tempo, ho visto cambiare il ruolo del cantautore. Negli anni Settanta era una sorta di grillo parlante, le canzoni erano “impegnate” e trattavano spesso di argomenti politici. Poi la leggerezza degli Ottanta e, via via, fino ad oggi, dove le nuove leve del cantautorato sono tornate ad occuparsi di sociale ma usando linguaggi, sia musicali che verbali, che non riesco a fare miei.

Dopo il brano “Nuvole negli occhi” e “Portami al mare”, torni dai tuoi ascoltatori con “Vorrei”: un brano che parla d’amore, un’urgenza artistica che nasce dalla consapevolezza che non si può prevedere il domani. Secondo la tua esperienza, quanto è importante nella vita “cogliere l’attimo”? Ci sono dei momenti in cui ti sei pentito di non averlo fatto?

Come canto in “Vorrei”, ogni attimo, se rivissuto con il senno di poi, farebbe di noi degli infallibili. Siamo figli delle scelte fatte, sbagliate e no. Se vivessimo il presente con questa consapevolezza, ci godremmo maggiormente l’“ora”, piuttosto che affaticarci a fare progetti che non sapremo mai se si realizzeranno, tanto quanto non inquineremmo le nostre opportunità solo per paragonarle al passato.

E, a proposito di futuro, nuovi singoli in arrivo? Quando potremmo vederti live?

È in lavorazione il prossimo brano che completerà il mio nuovo Ep, con l’uscita prevista per fine febbraio. Per gennaio, invece, abbiamo già in programma diverse serate, sia con la band Man in Blues, sia come Francesco Reitano insieme al mio chitarrista Marco Corbino. Vi do una chicca in anteprima: a breve potrebbero esserci belle sorprese in merito ad alcuni live dedicati a Pino Daniele. Tutto il resto lo lasciamo decidere al futuro. Dal canto mio, ci metterò l’impegno di sempre con la leggerezza di godere delle cose belle che ricevo dalla musica, il mio elisir di eterna giovinezza e di sanità mentale!