Cioko: “Quando si ha qualcosa da dire, scrivere è un’esigenza incontrollabile”

Il 2022 vede Cioko protagonista di “LVM – L’Uomo Vestito di Musica”, un ambizioso progetto discografico composto unicamente da doppi singoli, così come avveniva con i 45 giri, raccolti poi in un cd fisico sotto l’etichetta indipendente LaFenice PopProduzioni fondata dallo stesso performer due anni prima. Nei brani, il tema della resilienza viene declinato in uno stile sinthwave/retrowave tipico degli Ottanta, abbinato a pezzi di dance elettronica targata Novanta. Tutti le tracce sono frutto di collaborazioni con musicisti americani del calibro di Jay Urban, Doctor Beatz, Andrey Antonov e Filippo Strang, ma la produzione e i testi sono esclusivamente di Cioko, che ci conduce per mano in un incredibile viaggio nel suo mondo di note.

La prima tappa è fissata per il 7 gennaio con l’approdo su tutte le piattaforme digitali del doppio singolo “Un taglio netto”. Il brano, in gara nel nuovo talent televisivo “Spazzola da capelli” in onda su Sky, Bom Channel e Rete TV Italia, racconta di parole che possono diventare armi e del filosofico distacco da mantenere rispetto a critiche intenzionalmente distruttive che si rivelano sterili e inconsistenti. Il tutto in un easy pop anni Ottanta, che trascina e fa ballare. Sul dancefloor impazza il Cioko style.

Sei un poliedrico artista. Cosa ti spinge a fare arte e perché? C’è una disciplina artistica in particolare a cui sei più legato?

Mi definisco un performer per via del lungo percorso di studio e gavetta che ho intrapreso in più di 30 anni. Ci sono stati momenti di sconforto e tante porte sbattute in faccia in modo netto. Ho avuto anche maestri che mi hanno letteralmente detto che non avrei mai combinato nulla nel mondo dello spettacolo, ma tutto questo non ha fatto che aumentare la mia voglia di rivincita e ha alimentato la mia innata passione per lo show e per il palcoscenico. Le tre discipline principali vivono in simbiosi nelle mie performance e, quando sono sul palco, cerco di mostrare tutto quello che ho imparato in modo completo. Il mio obbiettivo è tornare a fare musical e recitare in teatro. Purtroppo, quando avevo trovato il giusto percorso da seguire, ho avuto dei problemi di salute che hanno interrotto tutto e ora che sto bene sono pronto a riprendere in mano le redini del mio destino.

Credi sia facile, al giorno d’oggi, farsi strada nel mercato musicale? Quali sono le più grandi difficoltà che hai incontrato fino a questo momento?

Credo che fare musica oggi per un’artista indipendente sia più fattibile che una volta, quando occorreva per forza avere alle spalle una casa discografica che ti producesse e credesse in te. Con l’arrivo delle piattaforme digitali e le royalty per le visualizzazioni, basta avere delle idee, un progetto musicale e un budget da parte per realizzare qualcosa di qualità. Con una cifra accessibile per chi ha uno stipendio fisso, si può tranquillamente organizzare il proprio progetto come si desidera e autoprodursi ti dà la possibilità di una libertà espressiva che spesso viene limitata nelle grandi major.

Quando hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica e, nel corso del tempo, quali sono i luoghi che più hanno influenzato la tua scrittura?

Ho iniziato a scrivere intorno ai 10 anni per puro gioco. Avevo la passione per il gruppo orchestrale Rondò Veneziano e mi divertivo a creare testi sulla loro splendida musica. Naturalmente erano testi di un bambino e quindi non avevano molto senso ma facevo pratica così. Da ragazzino invece cantavo nel classico coro della chiesa, senza crederci tanto. La vera illuminazione è arrivata nel 2009, quando il mio obbiettivo era quello di fare i musical. All’appello mancava lo studio del bel canto e così ho iniziato a intraprendere anche questa sfida con lezioni di canto e tantissime gare regionali. I primi testi sono arrivati naturalmente e ho iniziato a pubblicare i miei pezzi sugli store nel 2013. Credo che, quando si ha qualcosa di dire, scrivere sia un’esigenza incontrollabile; l’ispirazione arriva quasi da un’altra dimensione e, se non la blocchi sul foglio, c’è il rischio che scompaia per sempre: infatti, ho l’abitudine di tenere un block-notes vicino al letto per immortalare questi pensieri che arrivano soprattutto di notte.

Ti andrebbe di parlarci di “LVM – L’Uomo Vestito di Musica”, il tuo nuovo e un ambizioso progetto discografico composto unicamente da doppi singoli?

Il nuovo progetto musicale a cui ho lavorato nel 2021 (musica, testi e produzione) vuole essere un omaggio alla spensieratezza degli anni ‘80 e della dance anni ‘90. Essendo soprattutto un ballerino, la mia vena dance è molto sviluppata e credo che il decennio passato abbia espresso delle pietre miliari del genere a cui mi sono ispirato. I brani registrati per il progetto, essendo tutte potenziali hit, usciranno come doppi singoli digitali come succedeva con i 45 giri. Poi vorrei radunare tutto il progetto in un disco fisico, il quarto della mia carriera e anche quello che conclude un decennio di musica indipendente.

In futuro, con chi ti piacerebbe condividere il palco? C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare? 

Nel mio percorso musicale ho avuto il piacere di collaborare con tanti amici indipendenti e ho avuto la possibilità di conoscere molti artisti professionisti. Mi piacerebbe duettare con L’Aura Abela e Matteo Faustini, due artisti con una sensibilità incredibile che conosco personalmente e che sono il mio punto di riferimento.

Cioko, siamo arrivati ai saluti ed io ti ringrazio per essere stato con noi. Ora il finale spetta a te, puoi aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! Ciao e a presto!

Ringrazio io voi! L’obiettivo è quello di riuscire, attraverso la musica e la mia arte, a fare del bene al di là del successo e della fama. Nei miei testi il tema ricorrente è la resilienza e credo che la musica possa salvare letteralmente la vita alle persone. Ho spesso collaborato con associazioni no-profit, che aiutano realmente chi è in difficoltà e credo per un artista sia il primo compito da assolvere e la più grande soddisfazione!