Francesca Moretti: “Sarei felice al pensiero che il mio lavoro preceda il mio essere donna”

Francesca Moretti, diciannove anni e già troppa musica in testa per rimanere in silenzio. Scopre la chitarra sognando il rock’n’roll, cresce specchiandosi nella poesia dei cantautori, corre veloce verso le hit parade. Scrive canzoni che parlano di lei, ma alla fine anche un po’ di te: premi “play” per crederci.

Francesca Moretti, benvenuta su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te: ricordi il tuo primo approccio al mondo della musica? E i tuoi primissimi ascolti?

Stando a quello che mi raccontano, mamma iniziò a farmi ascoltare De Gregori ancor prima di nascere. È soprattutto grazie a lei e mio padre che ho iniziato ad avvicinarmi alla musica, ascoltando artisti come Gino Paoli, Battisti e Mina. A dieci anni mi iscrissero ad un corso di chitarra: non smetterò mai di ringraziarli per questo.

Ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità. Da giovane donna e artista sensibile, cosa significa per te essere felice?

Certi pregiudizi e stereotipi sono una delle tante forme di violenza di genere che purtroppo ancora oggi fanno parte della nostra società. Sarei felice al pensiero che il mio lavoro e ciò che faccio preceda il mio essere donna, ma sarei felice soprattutto all’idea di potermi sentire libera di essere me stessa, senza la costante paura di sentirmi inadeguata o giudicata.

Parlaci del tuo nuovo singolo “In vendita”. Cosa intendi per un amore, un cuore in vendita? Credi ci sia troppa superficialità nell’intendere l’amore e nell’intesa amorosa tra i tuoi coetanei?

La canzone parla di un cuore rotto e malandato, ridotto così da una persona che non solo mi ha lasciato sola, ma anche con la convinzione di valere poco o niente. Metterlo in vendita è stata una sorta di riscatto personale: so che un giorno arriverà l’acquirente giusto, in grado di ridargli il valore che merita. 

Per quanto riguarda invece la superficialità penso che ormai abbia pervaso ogni aspetto della nostra vita, compresa anche la sfera dell’amore. Percepisco una sorta di paura di impegnarsi da parte dei miei coetanei (e non), dettata anche dalla ricerca di semplici piaceri momentanei basati prevalentemente su un’intesa fisica più che amorosa.

E tu cosa intendi per “Amore”? E per “Amare”?

Questa domanda mi manda sempre un po’ in confusione. Mi sembra riduttivo associare l’amore alle famose “farfalle nello stomaco” o al pensare incessantemente ad una persona. Penso che invece l’amore sia qualcosa di inspiegabile: può essere in grado di farti sentire la persona più felice del mondo ma allo stesso tempo può diventare anche la fonte principale del tuo dolore. Amare, quindi, significa dare ad una persona, ad una situazione, proprio questo potere; affidare una parte di te che, a prescindere da quello che è il finale che si prospetta, sai che verrà cambiata per sempre.

Ora parliamo di tempo. Come ti vedi tra venti anni e quale è la più grande aspirazione di Francesca Moretti?

Tra vent’anni vorrei semplicemente svegliarmi la mattina con la consapevolezza di star facendo quello che realmente mi piace e mi fa stare bene. La mia più grande aspirazione rimarrà sempre far sì che questa mia passione possa diventare la mia quotidianità, e che le persone continuino a capire chi sono attraverso le mie canzoni.

Sempre a proposito di futuro, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Sto lavorando al mio primo disco: è quasi pronto e posso finalmente dirvi che l’uscita è molto vicina.

Francesca Moretti, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia!

Ciao Giulia, ringrazio te e i vostri lettori per aver speso del tempo per conoscermi e conoscere la mia musica. Spero di essere riuscita a portarvi nel mio mondo e non vedo l’ora di farvi ascoltare quello che abbiamo preparato.

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