La Complice: “Sto facendo un punto sull’amore e spero di poterlo sviscerare in tutte le sue sfaccettature”

Il nuovo singolo de La Complice scioglie un nodo emotivo e tramite le sue sonorità cadenzate e quasi ipnotiche chiude il cerchio di una storia dal sapore dolce amaro, dove delle volte non bastano gli ingredienti di una relazione a vincere lotte interiori ed esorcizzare traumi infantili.

“La Torta Margherita è il dolce più semplice. È una metafora della semplicità che diventa sufficiente ed essenziale quando si è con le persone giuste: una sola persona può riempire una cucina quasi vuota il giorno del proprio compleanno, o addirittura un intero universo, se si ripensa con nostalgia alle storie finite” – La Complice.

La Complice è Ilenia Ciarrocchi, cantautrice fermana, classe ’93.  Porta avanti i suoi studi musicali dall’età di 15 anni fino ad arrivare ad iscriversi al Conservatorio Pergolesi di Fermo, nella sezione di canto jazz.
Dopo essersi esibita in numerosi contest di livello nazionale ed in band di stampo blues e soul, nel 2018 comincia a lavorare al suo progetto solista scegliendo il suo nuovo pseudonimo, con il quale pubblicherà il primo album nell’ottobre 2019, intitolato “A Copenaghen offrono da bere”.
Nello stesso anno iniziano gli opening ai concerti di grandi nomi della scena indipendente italiana (Dente, Dimartino, Moltheni ecc..) ed in seguito diversi live su territorio nazionale.
A settembre del 2020 si esibisce come finalista di Sanremo Rock al teatro Ariston di Sanremo.
Nel 2021/22 firma con Troppo Records con distribuzione Universal Music Italia.

La Complice, benvenuta su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te: ricordi il tuo primo approccio al mondo della musica?

Ciao a tutti è un piacere essere qui!
Il primo contatto vero e proprio col mondo della musica è stato a 15 anni, quando ho iniziato a studiare canto. È un periodo che ricordo con molto affetto: la mia insegnante era fuori dagli schemi, mi ha fatto scoprire sonorità assolutamente poco accademiche e di questo le sarò sempre grata. Successivamente mi sono divertita a suonare live con varie band, ma andando avanti ho cominciato a sentire l’esigenza di un percorso mio e sto cercando di continuare a crescere in questo senso, sperando di osare sempre di più, soprattutto con la scrittura.  

Cosa vuol dire essere una cantautrice oggi in Italia e, secondo te, nel mondo musicale quanto spazio viene dato alle donne?

Il discorso è molto ampio e nonostante spesso si provi ad affrontare il tema, credo si tocchi solo la punta dell’iceberg. Sono fiduciosa, però, che nei prossimi anni, grazie alla continua sensibilizzazione che si porta avanti nel circuito musicale, si possa avere sempre più libertà espressiva e spazio per noi musiciste, soprattutto per le bambine che vorranno approcciarsi alla musica nel prossimo futuro. Per questo è compito nostro continuare a parlarne adesso, affinchè nei prossimi anni non si debba chiedere più quanto spazio viene dato alle donne nella musica, ma al massimo quanto spazio viene dato alla musica nella cultura.  

Come avviene il processo creativo dei tuoi brani? Nasce prima il testo o la tessitura musicale?

Non ho un processo creativo preferito, per ora. Ho sperimentato quelle che credo siano le tre strade più comuni di scrittura nei vari brani: partendo da un approccio chitarra e voce e quindi mescolando parole e melodia, prendendo invece spunto da una prosa da mettere in metrica, oppure direttamente improvvisando sopra un beat. Credo che ognuno di questi stili sia funzionale ad una necessità espressiva diversa.
Per “Torta Margherita” sono partita a scrivere proprio chitarra e voce, ispirandomi a momenti della mia vita.

Parlaci del tuo nuovo singolo “Torta Margherita”.

“Torta Margherita” è una canzone che fondamentalmente credo faccia male, come troppi carboidrati. Per lo meno per me è stato così. È un brano che sullo sfondo racconta di un amore finito, toccando anche il tema della semplicità: sto facendo un po’ un mio personale punto sull’amore con queste nuove canzoni e spero di poterlo sviscerare in tutte le sue sfaccettature. La produzione di Molla è stata preziosa per arrivare a dire quello che volevo. Ho chiesto il suo aiuto proprio perché ha la sensibilità giusta per capire le ballad, o i pezzi dal mood nostalgico. Ero sicura che avrebbe arricchito il brano col suo punto di vista, senza snaturarlo.

Dopo aver attribuito un “sapore”, prova ora a definire un colore alla tua musica

Più che un colore nello specifico, ti direi che in generale mi rimanda a due colori complementari: opposti ma che comunicano insieme, così come le intenzioni, le sonorità e le tematiche. Mi riconosco molto in questo approccio, soprattutto quando scrivo di catastrofi con leggerezza o viceversa.

Progetti per il futuro? Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori?

Qualche settimana fa ho lavorato io stessa al videoclip che uscirà nei prossimi giorni: adoro raccontare storie parallele che rimandano alla canzone, in particolare con il video. Restrizioni permettendo ho anche qualche live in programma, ma soprattutto grazie alla collaborazione con Troppo Records posso già dire che “Torta Margherita” non sarà l’unico mio brano del 2022.

La Complice, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia!

Grazie a te Giulia e grazie a chi ha dedicato il suo tempo a scoprire qualcosa di più del mio mondo! Sarei felice di poter offrire a tutti un pezzo di torta, magari ad un live, che diventa più facile! Speriamo di vederci presto!