Casalayna: “Chiunque abbia un sogno deve farlo volare alto, leggero, come una Mongolfiera”

Mongolfiera è il primo singolo di Casalayna, artista romano poliedrico e sognatore. Consapevolezza e spensieratezza, l’artista prende coscienza, un incedere lento assecondando la propria ambizione, senza calpestare alcuno e trasgredire ai propri principi, proprio come una mongolfiera. Andare controcorrente, o meglio, con il vento adatto ai propri sogni, superando ogni luogo comune per cui per arrivare in alto sia doveroso per forza lottare, superare, vincere o scavalcare altri.

Casalayna, benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio: prova a descriverti con tre aggettivi e spiegaci il perché!

Testardo! Non mi paralizzo mai davanti a niente e cerco sempre di trovare soluzioni alle avversità anche usando la fantasia; Sono goloso! Mi piace “magnà” come si dice a Roma, non resisto di fronte a pizza, supplì e… Mont Blanc; E timido, è stato faticosissimo descrivermi con questi tre aggettivi!

Parlaci del tuo progetto: quando hai capito di voler intraprendere un progetto cantautorale solista? Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a farlo?

Devo partire da una premessa:
Purtroppo in questo momento storico riuscire a vivere di musica è molto difficile e vivere facendo le proprie canzoni ancor di più. Quindi, per farlo, ho dovuto nel corso del tempo abbandonare i miei progetti originali. In particolare, parlo dell’unico a cui ero e sono veramente legato e a cui avevo legato tutti i sogni possibili: gli EverLoud. Ma in questi anni di feste e serate anche molto molto belle nelle quali ho fatto cover, mi è mancato sempre qualcosa e più passava il tempo e più mi mancava.
Ed era la possibilità di stare sul palco ed essere al 100% me stesso e potermi raccontare, mettermi in gioco veramente.

Il primo lockdown, che a me come a moltissimi altri ha fatto perdere quasi tutto il lavoro che in tanti anni era stato costruito, mi ha dato modo di soffermarmi a ragionare sulle cose importanti.
E, anche grazie ai miei compagni di viaggio che mi hanno spronato dal torpore, ho ricominciato a scrivere. Comporre, scrivere, registrare e infine salire sul palco per mettersi totalmente a nudo è il percorso più bello del mondo per me.

Poi verrà quel che verrà.

Qual è, secondo te, il ruolo del cantautore oggi? E tu, quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza?

Il cantautore oggi come in passato dovrebbe, secondo me, raccontare storie che facciano andare lontano con la mente, che alleggeriscano le giornate pesanti, che condividano la nostra gioia o che ci facciano sentire meno soli quando siamo tristi.
Sinceramente non so se io sia parte o no del panorama attuale di tendenza. Credo di no, ma spero che possa arrivare al cuore di chi mi ascolta.

Ora parlaci del tuo primo singolo “Mongolfiera”. Cosa ti ha spinto a scrivere questo pezzo? Facendo riferimento alla tua esperienza, quanto reputi difficile entrare a far parte del mercato discografico italiano?

Da quando ero piccolo ho sempre avuto una passione per le mongolfiere per la quiete che trasmettono.
Pur essendo molto grandi sono leggere e silenziose.
Hanno la consistenza dei sogni. E, con questo brano, ho voluto rendere omaggio proprio ai sogni. Quelli che volano alti e leggeri, quelli che dobbiamo sempre perseguire e mai dimenticare. Quelli che ci accompagnano da sempre. Anche con ingenuità.

Entrare a far parte del mercato discografico italiano è estremamente difficile ma questo non deve e non può essere un limite invalicabile.
Chiunque abbia un sogno deve farlo volare alto, leggero e senza troppe zavorre. Proprio come una Mongolfiera.

Qual è la più grande paura di Casalayna?

Le api.
In realtà tutti gli insetti un po’ grandi e che pungano. Una cosa terribile proprio.

Se dovessi attribuire un colore alla tua musica quale sarebbe?

La musica ha il colore di chi la fruisce secondo me. Ognuno ascoltando un brano ha diritto di trovarci il colore che preferisce!

In futuro, con chi ti piacerebbe condividere il palco? C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Questa è una domanda difficilissima.
Cercherò di circoscrivere all’Italia e anche qui ci sono moltissimi cantautori che amo visceralmente ma ne dirò due perché me li porto dietro dalla nascita praticamente:

Zucchero
A 3/4 anni mi sono impuntato con i miei genitori per avere il vinile di Blue’s Magnifico.

Guccini
Avrò avuto 2 anni quando, sulle spalle di mio padre, ho visto il mio primo live e lo ricordo ancora molto bene. C’era questo signore che raccontava storie.
Stava sul palco in una maniera così amichevole che mi sembrava come se lo conoscessi da sempre Come uno zio. Ed è una cosa che ho riscontrato anche in tutti gli altri suoi concerti che sono andato a vedere successivamente.
Strepitoso.

Casalayna, la nostra intervista è giunta al termine, vuoi aggiungere qualcosa?

Sì, vorrei ringraziare Giulia per questo spazio che mi è stato dedicato e tutto il team di Rifugio Musicale! Grazie per essere stato con noi e a presto!