raele: “rame è la rinascita dopo un periodo buio della mia vita”

Raele è lo pseudomio di Rachele Marinelli : una cantautrice classe indie/folk ’94 nata tra le colline della Maremma Toscana. Cresce ascoltando le dive della canzone italiana degli anni 70: Patty Pravo, Milva, Mina, e quando appena adolescente scopre la vecchia chitarra della madre in soffitta, si appassiona al cantautorato italiano, da Battisti a Fabi, iniziando a scrivere le sue prime canzoni. Dopo una parentesi a Stoccolma, dove vive come busker, si trasferisce a Roma per studiare musica. Grazie alla collaborazione con Studio Corrente (Leila Bahlouri e Federico Leo), Rachele scrive “Aria Nuova”, un EP che trova la sua identità nelle sonorità più intime dell’indie-folk. Nell’ Ottobre 2021 entra a far parte della piccola grande famiglia Le Siepi Dischi, l’ennesima etichetta discografica indipendente. Il suo nuovo viaggio è previsto per gennaio del prossimo anno.

Raele, benvenuta su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un ricordo legato alla tua carriera musicale: racconta ai lettori un aneddoto imbarazzante che non dimenticherai mai!

Ciao a tutt*! Dunque, pensandoci bene, quasi in ogni concerto mi succede sempre qualcosa per cui vorrei sotterrarmi. Una delle più clamorose è stata quella volta in cui suonavo alla festa delle cantine di Manciano, dove un ragazzo ubriaco ha pensato bene di fare il volo dell’angelo in pieno stile Dirty dancing sopra il mio batterista. Vi lascio immaginare il dopo…

Parlaci di te e delle tue prime influenze musicali. Ricordi la prima volta che ti sei avvicinata al mondo della musica?

Precisamente nel lontano 1998: avevo 4 anni e MTV era il mio pane quotidiano. Mi dilettavo a ballare e cantare a squarciagola per ore, con annessa spazzola, e “Hit me baby one more time” era il mio cavallo di battaglia. Sono cresciuta però anche ascoltando le dive degli anni 70: Nada, Milva, Mina, Patty Pravo e quando ho scoperto la vecchia chitarra di mia madre in soffitta ho iniziato ad appassionarmi al cantautorato, da Battisti a Fabi iniziando a scrivere le mie prime canzoni.

Cosa vuol dire essere una cantautrice oggi in Italia? 

Chi decide di fare la cantautrice oggi, deve essere consapevole che “il sistema musicale italiano ha un evidente problema con le donne” ed è assolutamente culturale. Purtroppo, ci sono ancora pochi contesti in cui noi cantautrici ci sentiamo “alla pari”. Ovviamene non è semplice, bisognerebbe aprire un dibattito solo su quest’argomento; quello che posso dire è che con tanta forza di volontà e le persone giuste intorno, si può fare veramente qualcosa per smuovere questa situazione. “She said so” e “Lunatika” sono solo piccoli esempi per arrivare finalmente ad un grande cambiamento.

Parlaci del tuo progetto: quando hai capito di voler intraprendere un progetto cantautorale solista?  

Dopo anni passati a cantare e a suonare in tutte le band del mio paese, partendo dal rock alternative, passando per il Blues fino alla Dance anni 70/80, ho deciso di intraprendere il mio percorso da solista quando ho iniziato a fare busking a Stoccolma. La curiosità e la gioia negli occhi dei bambini che si fermavano ad ascoltarmi, centinaia di passanti di cui incrociavo gli sguardi, mi hanno spronata a proseguire il mio percorso artistico e a diventare oggi raele.

Perché “rame” come nuovo inizio? Parlaci di questo singolo.

Questa canzone rappresenta per me una rinascita dopo un periodo molto buio della mia vita.

È una lettera d’amore dove per la prima volta mi sono veramente messa a nudo, in cui ho cercato di dare un colore a una sensazione di totale benessere e serenità suscitata dall’incontro tra me e la persona per cui è stata scritta.

Quale è la più grande paura di raele?

Ne ho tantissime, quella a cui non crede nessuno è la fobia per le farfalle: alla sola vista sono in grado di scappare a gambe levate travolgendo tutto quello che ho davanti, sedie, tavolini, persone. Credo che a livello inconscio rappresenti per me la paura di vivere la mia vita con leggerezza, come quella volta in cui da bambina per rincorrerne una, sono cascata dentro un cespuglio di rose con annesse spine. Ero talmente presa da quella bellezza sospesa che ho dimenticato tutto il resto.

Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Entro la fine del 2022 uscirà un EP con canzoni da ascoltare intorno al fuoco, a lume di candela come si ascolterebbero certe storie di viaggi interiori alla scoperta di sé stessi, in una magica stanza senza spazio né tempo.

raele, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!

Se siete arrivati fino a questa domanda significa che non vedete l’ora di ascoltare “rame”! Grazie per avermi dedicato il vostro tempo, per me è la cosa più preziosa.