Sisto: ” La missione del cantautore è raccontare gli altri attraverso sé stesso”

Giovanni Peretti in arte Sisto è un cantautore marchigiano indie-soul di 29 anni. il suo percorso musicale e artistico inizia da piccolo con il corso bandistico del suo paese d’origine, qui impara a suonare il sax contralto e comincia ad ascoltare musica. Si appassiona alle sonorità del soul, blues e del funk.

Successivamente durante il periodo delle superiori e poi quello universitario, inizia a suonare la chitarra e il pianoforte apprendendo le basi da autodidatta.
Iniziano le prime band, i primi live e si avvicina alla musica dei cantautori italiani del passato.

Sisto è una miscela di sonorità che spaziano tra il Soul più intenso e la Lounge più sexy, fino ad arrivare alle ballate romantiche dei grandi cantautori italiani. Il sound elegante e la scrittura diretta di vicissitudini personali per le quali è molto semplice l’immedesimazione, rendono l’artista l’anello di congiunzione tra il Soul e l’indie-pop.

Sisto benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te: nella vita di tutti i giorni, oltre a scrivere e cantare canzoni, qual è la cosa che più ti fa sentire un cantautore?

Grazie per avermi definito cantautore perché è un onore e una responsabilità. Attraverso la nostra musica abbiamo il compito di descrivere emozioni, raccontare storie che rappresentano poi la vita di tutti giorni, la vita di molti. È questa secondo me la missione del cantautore, raccontare gli altri attraverso sé stesso. E ciò che mi fa star bene non è tanto il numero di stream ma a quanti hai emozionato, e a quanti sei arrivato con la tua musica.

Come prendono forma le tue canzoni? Prediligi scrivere alle prime luci dell’alba, al crepuscolo o nella notte fonda?

Non c’è un momento preciso, diciamo che l’ispirazione va a periodi, di solito comunque parto dalla musica e magari resta lì accantonata nella memoria del cellulare per mesi ( le registro con il telefono) poi unisco le parole e  il più delle volte vengono di getto come se fossero state da sempre unite a quella melodia.

Quali sono i tre album che hanno segnato e lasciato un’impronta indelebile nel tuo percorso musicale? E quale quello che ti sarebbe piaciuto scrivere? 

Sicuramente Mr Soul di Sam Cooke è l’album che più mi ha influenzato e quello che avrei voluto scrivere. Poi ci sono album  che ho sentito allo sfinimento come What’s Going On di Marvin Gaye e Mama Said di Lenny Kravitz.

Parlaci del tuo nuovo singolo “Amsterdam”: il brano è una sorta di evasione nel tema e nel sound. Quale è la più grande paura di Sisto?

La più grande paura è la solitudine, non mi vergogno nel confessare che soffro di una  particolare forma di ansia che si chiama sindrome dell’abbandono: molte notti mi fa compagnia ma ho imparato con il tempo a conviverci. Amsterdam è appunto evasione da queste paure e solo l’amore può riuscirci.

Cosa non può mai mancare nelle tue canzoni e cosa ti fa capire che un pezzo è veramente maturo?

Io racconto la mia vita e quando la canzone mi fa emozionare sento che è pronta per essere ascoltata anche da altri e magari può arrivare anche a chi sta vivendo o ha vissuto le mie stesse sensazioni.

Stai già lavorando a nuovi singolo? Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non posso spoilerare nulla, diciamo che non c’è due senza tre e magari in futuro arriverà anche un EP

Sisto, ti ringrazio per la chiacchierata. Ora puoi salutare i lettori come preferisci: hai carta bianca!!! Ciao e a presto!

Non abbiate timore di esternare le vostre emozioni, la musica viene dall’anima, dal soul, dedicate il vostro tempo a voi stessi e anche qualche istante per ascoltare Sisto. Grazie di cuore a presto!!