Matteo Sica: “È importante saper chiedere aiuto quando si ha bisogno”

Matteo Sica, classe 1998, è un giovane musicista dal puro talento. Recentemente è stato scelto come artista di Mtv – New Generation, artista del mese per La Freddezza Music e selezionato dalla CrioAgency per la semifinale del Fortuna Music Awards. Nel 2020, durante la pandemia, ha presentato il suo Ep d’esordio “Nel Paese dei Balocchi”, con cui ha raggiunto ben 400.000 plays su Spotify. Nel 2018 vince il DeeJay OnStage , contest di Radio DeeJay, che gli ha permesso di esibirsi al Deejay On Ice, sul palco di Capodanno insieme a nomi come Irama, The Kolors e Fasma. Nel 2020 è stato finalista nel contest di Aw Lab , come artista selezionato da Madame ed Ensi.

Matteo Sica, benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio: prova a descriverti con tre aggettivi e spiegaci il perché! 

Grazie mille, è un piacere essere qui con voi. Matteo, cioè io, è sicuramente allegro e socievole ma, al tempo stesso, criptico. Sebbene il mood dei miei pezzi possa far trasparire altro, sono un ragazzo allegro, con i miei monti no come per tutti, e le fasi di stress che vanno a modificare leggermente questo status. Sono un amante della compagnia ma allo stesso tempo, e qui esce l’altra parte del mio carattere, penso sia molto importante anche la solitudine, per guardarsi dentro, scoprirsi e lavorare su se stessi. Di questo lato buio fa parte il mio essere criptico: per quanto possa essere allegro e socievole mi tengo dentro molte cose che tendo a nascondere e che mi fanno risultare, per certi versi, complicato.

Qual è, secondo te, il ruolo del cantautore oggi?  E tu, quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere?

La mia mission da cantautore è quella di raccontare me stesso e il mio mondo grazie alle mie parole ed alla mia musica, attraverso il mood che creo. Penso che fare musica oggi sia diventato troppo complicato, in particolare riuscire a “diffondere” la propria arte come si vorrebbe. Internet ha dato la possibilità di emergere a chiunque, e per carità, è giusto che nel 2022 tutti abbiano le stesse opportunità, ma c’è troppa offerta e così radio, social e molti altri sistemi vanno in tilt non si riesce ad emergere o creare un percorso continuativo. Bisogna tenere duro senza disperarsi; un caro amico una volta mi ha fatto notare che “camminando per strada molto probabilmente trovi 3 bar ogni 500mt ma ognuno ha i suoi clienti”, quindi alla fine ognuno può riuscire a creare il suo pubblico. Se potessi scegliere di fare l’artista in un momento storico differente sicuramente tornerei indietro all’era gold dei dischi, senza tutto questo potente internet che rovina un po’ tutto.

Paradiso Infermo” è il titolo del tuo nuovo singolo in collaborazione con il giovanissimo trapper romano Emez. Come nasce questa unione e cosa rappresenta per te e per voi questo singolo?

Ho sempre stimato Emez, un ragazzo che secondo me ha molto da dire e che nel tempo ho seguito con occhi vigili. Qualche mese fa ho visto una sua Instagram stories dove spoilerava 15 secondi di una traccia che aveva messo in bozza, mi sono innamorato, è come se quel pezzo mi avesse richiamato e gli ho scritto “bro dobbiamo farla per forza insieme”. Così poi è stato, abbiamo lavorato insieme alla versione finale sotto la direzione artistica di MiCam e alla produzione esecutiva di ItMusicNews.

Quale credi che sia la cosa più difficile ma fondamentale per mantenere un buon rapporto lavorativo-artistico tra più persone? 

La maggior parte delle volte è vero questo detto: “Chi fa da sé fa per tre” però è importantissimo imparare a convivere e saper relazionarsi con gli addetti al settore, collaborando con altri artisti, produttori ecc… è importante anche saper chiedere aiuto quando si ha bisogno, senza vergognarsi. Sorridendo ti dico che ogni volta riuscire ad organizzare una tappa live, shooting, videoclip o sessioni in studio, in base agli impegni di tutte le persone coinvolte, è come un parto, quindi la cosa più difficile è appunto far conciliare gli impegni di tutti.

Qual è la più grande paura di Matteo Sica? 

La solitudine.

C’è un altro artista con cui ti piacerebbe collaborare?  Progetti per il futuro?

Mi piacerebbe lavorare con molti artisti. Le collaborazioni impossibili e dei miei sogni sarebbero con Shawn Mendes e Post Malone. Rimanendo dentro lo stivale un giorno mi piacerebbe duettare con artisti come Blanco, Rkomi, Gazzelle, Tha Supreme, Elodie o Mahmood.

Matteo Sica, la nostra intervista è giunta al termine. Ora il finale spetta a te, puoi aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! Ciao e a presto!

Abbiamo iniziato con 3 aggettivi che più mi rappresentano e vorrei finire con 3 cose (strane) che proprio non sopporto (e non interesseranno giustamente a nessuno): 1) pomodori a pezzi , 2) indossare indumenti fatti di tessuto elastico 3) i serpenti.

https://open.spotify.com/album/1wzaVWHcBOfgklTUOEBcLU?si=92cFgKKTTbiAdJmAco9w2g