Scianni: “Non saprei creare delle canzoni senza un po’ della mia vita dentro”

Scianni è Alessandro Sciannimanico, di origini baresi e di stanza a Roma. Inizia a suonare la chitarra all’età di 13 anni e successivamente il basso. Dopo alcune piccole esperienze nel mondo della musica nel 2021 comincia un nuovo percorso per Troppo Records e distribuzione Universal Music con la produzione di Molla.
Strano, introverso, diffidente, lunatico, Scianni ama scoprirsi solo con la sua musica in cui ha trovato la salvezza insieme alla nuova vita nella Capitale.

Scianni benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te, qualcosa che non sia già scritto sulle biografie ufficiali!

Posso dire che la parte dei pregi è quella che trovate spesso sulle biografie presenti nei vari social, interviste e articoli. Adesso mi racconto qui spiegando magari qualcosa che non sia presente in giro come il fatto che sono una totale frana, in qualsiasi cosa o movimento io faccia. Sono chiamato “lo stonato” da tutti i miei amici e cerco sempre di far credere che vorrei andasse tutto bene ma in realtà non tutti sanno che amo macinarmi nel dolore.

Da quale background musicale deriva la tua ispirazione? C’è un gruppo o un artista in particolare che reputi più vicino al tuo stile?

Se proprio dovessi accostarmi a uno stile direi lo stile “indie” ma non mi piace tanto definirmi un genere. Io canto e suono tutto ciò che ho dentro senza pensare ad un genere o artista in particolare perché magari potrei fare una canzone più pop, una più R&B e un’altra magari più rock.

Cosa non può mai mancare nelle tue canzoni e cosa ti fa capire che un pezzo è veramente maturo?

Nelle mie canzoni di certo non manca mai tutto il mio vissuto, tutto ciò che osservo nella mia quotidianità, non saprei mai creare delle canzoni senza che ci sia un po’ della mia vita dentro esse. Capisco magari che un pezzo diventa maturo quando noto la crescita nello scrivere, canzone dopo canzone e far sì che tutto non risulti tanto banale.

Parlaci dell’effetto dell’amore nel tuo nuovo singolo “Miccia”.

L’effetto dell’amore come tutti ben sappiamo non ha una cura e penso che mai si riuscirà a trovare, soprattutto quando si perde una persona e inizi a farti milioni di domande per capire il perché sia tutto finito da un giorno all’altro e come effetto a tutto questo inizia a salire su la rabbia, la delusione e soprattutto l’incapacità di riuscire a dire o fare qualcosa a riguardo.

C’è un sapore che attribuiresti alla tua musica? Dolce e delicato o amaro ed intenso?

Temo che tutti questi sapori siano giusti per la mia musica. Raramente dolce in rare frasi dove esce una piccola mia parte di tenerezza e delicatezza. Amaro in ogni racconto che esprime delusioni che siano d’amore o personali.

Dopo questo singolo quali saranno i tuoi prossimi obiettivi, sogni nel cassetto?

I miei obbiettivi sono sempre gli stessi: continuare a lavorare duro e continuare a crescere con la musica e raccontarmi attraverso essa e soprattutto che possa diventare il mio unico e vero “lavoro” nella vita.

Scianni, siamo arrivati ai saluti ed io ti ringrazio per essere stato con noi. Saluta i nostri lettori come meglio preferisci! Ciao e a presto!

Grazie mille a Rifugio Musicale per questa bellissima intervista e vorrei salutare tutti i lettori e gli ascoltatori e vorrei che continuassero a seguirmi e a seguire la mia musica e la mia crescita.

https://open.spotify.com/track/5UFHzxYoYSI7jhiFWVdQXh?si=22d6ba3462d54d31