Massi Farina: “I cantautori realmente indipendenti e liberi si autoproducono”

Il cantautore romano Massi Farina inizia la sua storia  da solista nel 2020 dopo le interessanti esperienze nelle band, di cui è stato anche il co-fondatore,  “La Cricca dell’Orma”, “Le AnimeNote” e i “D.S.P. (DigitalSoundParadise)”. Prima di intraprendere questo percorso solista, ha realizzato per Le AnimeNote, “Che è rimasto de loro”, un brano di beneficenza dedicato ai giudici Falcone e Borsellino, mixato da Fabrizio Simoncioni, caro amico e grandissimo fonico e musicista (attualmente tastierista dei Litfiba). Il 5 aprile 2022 è uscito il brano che, con ironia ed humor, descrive uno spaccato di società.

Massi Farina, benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio: prova a descriverti con tre aggettivi e spiegaci il perché! 

Testardo, sognatore, realista.

Non mollo, continuo a sognare…ma non perdo il contatto con la realtà.

Parlaci del tuo progetto: quando hai capito di voler intraprendere un progetto cantautorale solista? Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a farlo?

È una cosa che ho sempre desiderato fare, ma non ero mai andato fino in fondo. Durante il lockdown ho capito che era giunto il momento di prendere questa strada e di tirare fuori i brani che avevo nel cassetto. Questa consapevolezza è maturata durante la realizzazione del singolo “Che è rimasto de loro”, a fine 2020.

Qual è, secondo te, il ruolo del cantautore oggi?  E tu, quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? 

Il ruolo del cantautore secondo me oggi si è un po’ commercializzato. Nel mondo della musica liquida è divenuto sempre più dipendente da etichette e meccanismi commerciali, e meno indipendente per contenuti. I cantautori realmente indipendenti e liberi, sono secondo me quelli che si autoproducono. Io al momento mi autoproduco e posso (entro certi limiti ovviamente), parlare di quello che voglio. Sempre considerando quanto scritto sopra. Un esempio di quanto dico, sarà rappresentato dal prossimo singolo. Ma ancora non posso dire nulla. Se sei curiosa…ne parliamo nella prossima intervista. Ah Ah Ah… No, davvero… ancora non posso parlarne. Ma sarà sicuramente un argomento di cui si discuterà.

Ora parlaci del tuo “Er Barone Decadente”. Cosa ti ha spinto a scrivere questo pezzo? Svelaci qualche curiosità in merito a questo singolo!

La storia de “Er Barone decadente” è nata poco prima della pandemia, ma solo durante il lockdown sono riuscito a concluderla.  Il Barone l’ho visto un po’ il simbolo della crisi che sta attraversando questi nostri sfortunati anni. Se persino a un ricco signore di un nobile casato staccano la corrente (nel brano in un passaggio parlo proprio di questo), figuriamoci una persona normale come se la sta passando. E poi siamo sicuri che non sia un bar(b)one che sogna di essere barone? Per la scrittura del testo mi sono ispirato anche al film “Il conte Max” di De Sica e anche a un nobile senza una lira che ho conosciuto veramente.

Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori dopo questo singolo?

Dopo questo singolo ce ne saranno altri, ognuno corredato da una cover d’autore del fotografo Paco Rianna. Sono previsti inoltre dei video, che saranno realizzati in corso d’opera. Ci saranno altri brani in romano, ma anche alcuni in italiano. Gli argomenti trattati saranno vari e anche le contaminazioni musicali.

Massi Farina, la nostra intervista è giunta al termine, vuoi aggiungere qualcosa?

Vorrei dire a tutti in ragazzi che intraprendono la strada del cantautorato, di non arrendersi alle prime difficoltà.

Se si insiste, prima o poi qualche risultato arriva.

Ciao e a presto!