Alice Sacchi: “Ho sempre la testa sulle nuvole e combino un sacco di guai”

Alice Sacchi è una cantautrice modenese, attualmente di stanza a Bologna, laureata in musicoterapia e in canto jazz, due percorsi che hanno dato alla sua voce estensione e delicatezza, per colpire e curare, strappare e ricucire.

Le sue composizioni indagano la necessità di scavare nella propria interiorità, con ferocia e tenerezza, per ricondurci al centro, spogliarci e ritrovarci. Concetti universali e senza tempo letti con una particolare attenzione alle dinamiche della contemporaneità, uno sguardo al passato ma con i piedi ben piantati nel presente.

F. è il singolo che apre un lungo viaggio chiamato F.A.B.I.O., un progetto fortemente voluto dalla label manager Giulia Massarelli, suggestionato dalla silloge di cinque poesie scritte da Giuditta Maselli e reso possibile grazie al lavoro di Andrea Pettinelli di ZdB

F.A.B.I.O. è un complesso di cinque lettere, di cinque poesie, di cinque donne sparse per l’Italia che intessono le note di una propria piccola, intima storia.

Alice Sacchi, benvenuta sulle nostre pagine! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.

Grazie per avermi accolto.

Condividerò con voi dettagli segreti sulla mia vita che non ho inserito nella biografia ufficiale: sono una persona terribilmente sbadata, ho sempre la testa sulle nuvole e combino un sacco di guai. Faccio l’artista perché così almeno ho una scusa per essere così distratta. Soffro di una grave dipendenza da cioccolato.

Secondo la tua esperienza, quanto spazio viene dato alle donne nel panorama musicale italiano?

La mia esperienza non è molta ma la difficoltà nell’essere donna nel mondo della musica l’ho incontrata dai primi passi che ho mosso in questo ambiente.

Lo spazio è poco e le statistiche lo dimostrano, il che rende questo ambiente molto competitivo e ostile.

Parlaci del singolo “F.” e di come nasce la collaborazione con Lunatika Records. Cosa ti ha spinto ad accettare e far parte del progetto F.A.B.I.O.?

Sono stata contattata da Giulia Massarelli telefonicamente che mi ha raccontato di questo bel sogno. Ciò che mi ha convinto è stato l’entusiasmo di Giulia e la voglia di condividere la mia musica con altre artiste. Per me è stata una sfida e sono infinitamente grata di questa opportunità.

Da poco è uscito anche il tuo ep “EPòi”. Ti va di parlarci di questa tua nuova creazione?

“EPòi” è il mio primo Ep e contiene sei brani ed esce in digitale per XO Music Publishing

Le tematiche sono riconducibili a un percorso di scoperta interiore, un viaggio che passa attraverso le grandi dualità in conflitto: innocenti canzoni d’amore che corteggiano con il lutto e con la disillusione. Una ricerca che parte dal corpo e riporta al corpo, fra sacralità e sessualità, indagando così la necessità di scavare nella propria interiorità, con ferocia e tenerezza, per ricondurci al centro, spogliarci e ritrovarci.

Gli arrangiamenti sono stati curati da Ludovico Banali, arrangiatore anche di “F”.

Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare?

Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo. Non molto fantasioso come rito ma sicuramente efficace.

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.

Blu, intenso, profondo e calmante.

Alice Sacchi, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!

Grazie a voi per queste belle domande e per questo spazio che mi avete dedicato.

Mi farò sentire presto con altra musica blu. Un abbraccio