Isotta: “Ciò che scrivo non è il frutto della mente condizionata, ma è la mia parte più sincera e spontanea” | VIDEO

Romantic Dark (etichetta Women Female Label & Arts / distribuzione Artist First) è l’album d’esordio di Isotta, disponibile in digitale a partire: 13 tracce in cui la cantautrice toscana racconta la sua vita, i legami umani, le difficoltà quotidiane, le fragilità, la violenza, sotto ogni sua forma. In contemporanea, sarà in rotazione radiofonica il quarto singolo estratto, Psicofarmaci (con la partecipazione di Claudia Gerini, voce fuori campo).

“Questo videoclip mette in scena una particolare interpretazione del rapporto di amore, fatto di aspettative, tensioni, contrasti, scontri, passioni, violenze, richieste, concessioni, rifiuti, tutto condensato nell’incontro tra volontà che guidano corpi alimentati da pulsioni nascoste, imprevedibili…dark” racconta Isotta.

Il videoclip, prodotto da Movi Production, accompagna il brano nel suo racconto, come spiega il regista Jacopo Martini: “La canzone per la sua intensità richiedeva di essere rappresentata da immagini di forte impatto emotivo ed emozionale, oniriche, intime, semplici ma nello stesso tempo potenti. La scelta di pochi elementi scenografici è stata mirata per mettere in risalto l’espressività del volto, l’armonia del corpo, la gestualità di Isotta e dell’attore Stefano Gianino, che l’ha affiancata nel video. Abbiamo sentito l’esigenza di ricreare un continuo gioco di opposti che si attraggono come in un sogno: amore e odio, paura e attrazione, bianco e nero, unione e abbandono, tutti elementi che il brano racchiude in sè e che avevano bisogno di fondersi insieme in un connubio perfetto di parole, suoni e immagini.”

Scritta da Isotta, Psicofarmaci fotografa una sequenza di un suicidio, non inteso come atto volontario col quale ci si priva della propria vita, ma come inibizione inconscia della nostra istintività a causa di pregiudizi e preconcetti: “Questo brano racconta il desiderio di tirare fuori quel dolore di esistere che spesso tendiamo a nasconderespiega la cantautrice toscanaCon il termine “psicofarmaci”, infatti, non faccio riferimento ai rimedi chimici con cui inibiamo le nostre coscienze, ma a tutti i nostri rassicuranti costrutti mentali, illusioni, convinzioni, credenze, paure, ossessioni: questi sono i nostri psicofarmaci, le nostre anguste prigioni a cui mi riferisco, tirate su nell’illusione di poter sopportare il peso della vita e soddisfare quel bisogno di protezione che finisce per apparirci come la soluzione per la salvezza dalla nostra sofferenza. Il suicidio qui è inteso come l’accettazione di queste catene che ci allontanano dalla nostra spontanea ed istintiva natura, fino a soffocarla. Ho scelto questo singolo – prosegue l’autrice – dopo aver ricevuto una “confessione” da una signora: mi disse che aveva tre figli e in cuor suo aveva sempre nascosto il senso di colpa di aver preferito uno di loro, senza nessuna ragione apparente. Quelle parole mi hanno colpito molto ed è qualcosa di simile che mi ha guidato in questa scelta di certo non facile”.

Isotta riversa tutti i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo nel nuovo disco: “Ciò che scrivo mi appare come un flashspiega l’autricenon è il frutto della mente condizionata, ma è la mia parte più sincera e spontanea a parlare, che spesso mi è così oscura e nascosta, ma essenziale per esprimere le emozioni più profonde. Canto parole che mi colpiscono come frustate e mi scuotono lasciandomi senza fiato, apparentemente senza senso, e su questa spinta scrivo le mie canzoni. Scrivere è catartico e attraverso le parole voglio liberarmi da ogni trappola interiore che mi soffoca e trattiene: sono io che appartengo alla mia musica, non viceversa. Lotto per ottenere coraggio ogni giorno, forse solo così potrò riuscire a conoscere davvero chi sono. Ci vuole più coraggio ad avere coraggio e oggi non è (mai) il giorno per arrendersi.”

Dopo l’intro, l’album apre con “IO”, con cui Isotta ha vinto il Premio Bianca d’Aponte 2021, un brano che esprime la voglia di realizzare chi si è nel profondo attraverso la forza ribelle di cambiare strada rispetto a quella che si sta percorrendo. “Doralice” racconta la nostalgia degli anni magici della nostra infanzia e la ricerca continua e spesso sterile di una connessione vera e spontanea con le cose e le persone che avevamo in quel periodo così lontano. “Cryptocornuta” è un brano che la cantautrice spiega con una metafora “siamo il cappello magico del mago dove si nascondono le tante possibilità umane e in base alle nostre unicità ne tiriamo fuori alcune invece di altre”. Con “Psicofarmaci”, Isotta fa riferimento a tutto ciò che la mente crea – credenze, convinzioni, preconcetti, condizionamenti, abitudini, avversioni, ossessioni – per sopportare il peso della vita e assecondare il nostro bisogno di sicurezza. “Kebab” è un’ode all’irrazionalità delle nostre preferenze, è una dichiarazione d’amore verso le cose semplici e banali che finiscono per rivelarsi il vero motore delle nostre emozioni più profonde. “Un due tre Stella” è un brano in cui si mette in evidenza la paura di lasciarsi andare in questo illusorio Paese dei Balocchi che finisce per toglierci il coraggio di esprimere la nostra unicità. “Pornoromanza” racconta una storia di revenge porn, una delle forme più subdole di violenza che, soprattutto in questo periodo storico, sta condizionando tragicamente la vita di molte donne. Attraverso “Palla avvelenata”, l’autrice cerca di affrontare, senza sfuggire, i mostri dell’infanzia attraverso gli occhi maturi e distaccati dell’Isotta di oggi, per poterli accettare come una semplice esperienza di vita vissuta. “Hawaii” parla della mancanza di sintonizzazione tra l’illusione di ciò che pensiamo ci manchi e ciò che davvero ci manca. “Bambola di pezza” parla di stati d’animo, di rapporti di coppia tossici, morbosi e vigliacchi ma non senza un messaggio di speranza, quella speranza racchiusa nella forza che ogni donna deve trovare per ribellarsi. “Tecniche di sopravvivenza” è filosofia spicciola, un compendio di efficaci espedienti per superare le difficoltà della vita quotidiana. L’album chiude con “Ti amo ma ho da fare”, canzone che traccia lo scorcio del labirinto in cui si avviluppa il groviglio di sentimenti ed emozioni che si celano sotto l’inflazionata ed abusata parola “amore”.

Isotta è tra i finalisti della 33sima edizione di Musicultura che si terrà il 3 e 4 maggio al Teatro Persianidi Recanati (Macerata): dopo una lunga selezione, iniziata nel novembre scorso e con un record assoluto di partecipazioni con ben 2.172 canzoni in concorso, la cantautrice toscana salirà sul palco di una delle manifestazioni più importanti d’Italia. La finale verrà trasmessa da Rai Radio 1 diretta dalle 21,05 con la conduzione di John Vignola, Marcella Sullo e Duccio Pasqua. La cantautrice toscana, inoltre, aprirà le date del tour di Simona Molinari.

Intervista a cura di Alessandro Napoletano