Beatrice Pucci: “Esporsi non è semplice, è come far vedere a sconosciuti i tuoi lati più vulnerabili”

Beatrice Pucci è una cantautrice classe 1998 originaria di Civitavecchia. Le interessa la musica piena di contrasti che riesce a esprimere verità non dette, e quando è il giusto momento catturarla così com’è senza cercare di cambiarla. Le piace la musica che può essere interpretata in tantissimi modi, infatti preferisce non parlare del significato dei suoi testi. Le canzoni contengono paesaggi sonori personali in cui non esiste un tempo o uno spazio preciso. 

Beatrice Pucci, benvenuta sulle nostre pagine! Racconta ai lettori di Rifugio Musicale qualcosa di te, meglio se divertente e inusuale!

Senza un motivo preciso almeno due volte all’anno riguardo la saga di Harry Potter, dall’inizio alla fine. Questa è una cosa che faccio religiosamente da qualche anno.

C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? Che tipo di rapporto ha Beatrice Pucci con i social?

Al momento l’unico social superstite che utilizzo è Instagram, più o meno la mia “immagine” è rimasta fissa dal 2016, foto di paesaggi, ombre e gatti. Ora che il mio account è anche, in un certo senso, rappresentativo del mio progetto musicale, non penso ci sia motivo di stravolgerlo e improvvisamente diventare un’altra persona. In fondo la funzione di avere un social è quella di informare e condividere se c’è un’informazione che vale la pena condividere, al di fuori di questo credo di essere una persona troppo pigra per utilizzarlo giornalmente. Mi metterebbe anche ansia.

“Le colline dell’argento” è il titolo del tuo nuovo album. Come scatti di racconti vissuti. Attimi indelebili nella mente. Un album aleatorio e tanto imponente. Cosa significa per te questo lavoro? Cosa si prova nel condividere i propri pensieri, le proprie emozioni, la propria arte, con altri?

Mentirei se dicessi che esporsi è una cosa semplice, perché semplice non lo è dal momento che letteralmente è come far vedere a sconosciuti i tuoi lati più vulnerabili. Riguardo questo cerco di essere zen, non sempre ci riesco, provo a distaccarmi facendo le cose che mi piacciono.

Ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità. Da Donna e Artista sensibile, cosa significa per te essere felice?

Per me essere felice vuol dire essere soddisfatta del presente senza cercare di andare sempre avanti in una ricerca infinita e stancante, quindi accontentarmi delle cose senza volerle cambiare sempre.

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.

 Verde e blu, anche se sono due colori.

Ora parliamo di tempo. Se fosse possibile e avessi a disposizione una macchina del tempo, torneresti nel passato o precipiteresti nel futuro?

Avrei detto tornerei nel passato ma poi mi sono ricordata che se tornassi nel passato dovrei tornare anche a scuola, quindi no. Credo che andrei in un futuro lontanissimo e sconosciuto.

Sempre a proposito di futuro, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Per entrambe le cose non faccio programmi, sento che è presto per decidere.

Beatrice Pucci, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! A presto!

Grazie a voi per le domande, io amo la Puglia, vi saluto con affetto.