Silvia Salemi torna sulle scene con il nuovo brano “Noi contro di noi” per festeggiare i 25 anni di “A casa di Luca”

Per festeggiare i 25 anni di “A casa di Luca”, presentato per la prima volta al Festival di Sanremo del 1997, Silvia Salemi torna sulle scene con Noi contro di noi (etichetta Dischi Dei Sognatori / distribuzione Artist First), il nuovo brano in radio e in digitale da venerdì 8 luglio. Noi contro di noi è stato scritto da Silvia Salemi insieme a Matteo Faustini, giovane cantautore protagonista della 70esima edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte, e a Marco Rettani, coautore anche degli ultimi due brani di Silvia, “Chagall” e “I Sogni nelle tasche”.

Caratterizzato da sonorità estive, Noi contro di noi è un brano che invita chi lo ascolta a riflettere su temi delicati, come il forte bisogno di unità e pace. Un testo diretto e attuale che si lega alle difficoltà che hanno segnato gli ultimi anni e che hanno portato gli essere umani a diffidare del proprio vicino e a non vedere il buono che c’è nell’altro.

«La pace non è assenza di guerra, è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia e alla giustizia. Di fronte alle parole di Spinoza siamo tutti d’accordo, ma il nostro presente e, per la verità, tutta la storia dell’uomo, dimostrano il contrario. Alle volte basterebbe solo un po’ di gentilezza e tenerezza che solo la consapevolezza di stare tutti sullo stesso pianeta, “sulla stessa palla blu”, ci può far provare. Essere gli uni contro gli altri, come ci dice Hobbes nella sua visione del tutto pessimistica dell’uomo, non ci ha fatto e non ci sta facendo bene e non ci porterà a promuovere il bene. Dopo il Covid sarebbe stato auspicabile che tutti ci fossimo uniti in un grande abbraccio globale, universale, per cercare la pace, invece siamo costretti a vedere immagini drammatiche, al limite del grottesco, dove la gente scappa da militari che sparano indossando la mascherina. Una totale follia. La guerra dentro la pandemia è un male dentro un altro male. Non ha senso essere una superpotenza economica se quella potenza non mette al centro l’uomo. Così abbiamo perso tutti».