GIEI, è online il nuovo EP “Forlanini”: «Volevamo avere un pasta funky un po’ vintage, ma pienamente energica»

È online Forlanini, il nuovo EP di GIEI, al secolo Marco Panichella. Il nome d’arte cosa significa? Piccola curiosità da chiedere direttamente all’artista. Diciamo che la risposta la si può trovare grazie ai Blues Brothers e alla voglia di riscatto e di una propria identità all’interno della sua famiglia d’origine.

L’EP è la selezione più funky di molti dei brani scritti da GIEI durante la prima pandemia. Forlanini è un lavoro solare ma al contempo graffiante, colorato da una punta di sarcasmo e malinconia, senza però trascinarsi dietro la pesantezza del prendersi troppo sul serio. La voglia di ballare, pogare tra la gente, fare rumore e vivere con impeto le esperienze sono gli elementi che meglio inquadrano l’EP. Il sound è chiaro, pesca dal Blues Rock, dal Funky Blues direzionato però verso un panorama inevitabilmente Pop. Inizialmente per il sound non c’era una reference chiara e definita, si è così andati a ritagliare idee dagli ascolti che più hanno formato l’artista. “Qualche chitarra dei Red Hot Chili Peppers, delay slap alla Cory Wong, una pasta anni ‘70 alla Daddy’s Home di St. Vincent, le voci in stile Black Keys, batterie alla Vulfpeck. L’universo è quello.”

L’EP ‘Forlanini’ è stato prodotto, mixato e masterizzato a Milano da Marco Olivi (Giorginess, Selton, Ghemon, Aquarama) insieme al batterista Mattia Calcatelli e al bassista Davide Ritelli. Marco (GIEI):

Volevamo avere un pasta funky un po’ vintage ma pienamente energica. Quindi abbiamo registrato batteria e basso insieme in presa diretta, sopra incidendo le chitarre e le voci. L’idea era quella di non snaturare troppo il sound che vogliamo portare live, senza arricchire con strumenti che non avremo sul palco. Un secco e potente funky rock in power trio, senza fronzoli e dritto al punto. Non c’è un brano che ho scritto più di getto di altri, sono stati scritti tendenzialmente in contemporanea. Fiato Corto però posso dire che è stato quello dove ho modificato meno il testo, mentre per Peekaboo avevo scritto tre versioni diverse per poi farne un ensemble che poi ho registrato – è stato un brano difficile perché non sono partito dal testo ma dalla melodia e l’italiano non è una lingua così immediata per questo genere. Ho adottato quindi la linea surrealista – alla fine parla di problemi di sonno in maniera anche sarcastica – posso dire sia la versione Elio e le storie tese di Billie Eilish.”

GIEI, al secolo Marco Panichella, è un ligure e come tutti i liguri si lamenta. Il suo lamento si traduce per la prima volta in musica all’età di 15 anni quando debutta con la blues band del padre. Da adolescente fonda un gruppo funky con il quale rompe un buon numero di corde live, poi compie 18 anni sul palco suonando il basso con il gruppo punk rock del fratello, i Temple Rents (IndieBox Music). Fonda e soglie successivamente la band indie rock (The Austin) per partire in tour al basso con la band electro-pop iVenus, dove alla voce e tastiere c’era ELSO (INRI).
Tutto questo ha creato un sound fatto di tanto sudore, ginocchia sbucciate, malinconia e voce spezzata. Così nel 2012 registra un EP di tre pezzi (Before He Was Fool) per sancire finalmente la nascita del suo progetto solista. Habemus GIEI! Dal 2012 a oggi molte cose sono successe nella sua vita. Si trasferisce in Inghilterra per studiare cinema, diventa aiuto regista di una sit-com super low budget londinese dal titolo T-Boy Show, conosce Omid Jazi per il quale suona il basso e chitarra in qualche concerto, torna in Italia e decide di continuare la sua carriera da musicista in parallelo a quella di autore per SKY. Firma i documentari Raffaello – il giovane prodigio, il film Press Storie di False Verità (RaiCinema) e diventa aiuto regia di Walter Veltroni per il documentario Fabrizio De André & PFM il concerto ritrovato (Sony). Nel 2019 esce il suo album d’esordio PANIC dal quale estrae quattro singoli: Sereno Imbecille, Fuori Tempo, Meglio Sapere e Non ci saranno miracoli.
GIEI e la sua chitarra hanno suonato tra Italia, Francia e Inghilterra aprendo a musicisti come Teatro Degli Orrori, Ministri, Adriano Viterbini, The Zen Circus e Maria Antonietta. Un cantautore, un bluesman, un punkettone, un romanticone, un disfattista, un Beck al pesto. GIEI è tutto questo. Rigorosamente con pinoli. Ad aprile 2022 pubblica ‘Hallelujah Forlanini’, singolo che anticipa l’uscita dell’EP ‘Forlanini’ del 9 Giugno.