Alice Pelle: “I social a volte riducono la musica a superficialità: sono una musicista non una influencer”

Alice Pelle è una cantautrice, compositrice e pianista, amante dell’arte e della fotografia. Inizia a studiare pianoforte classico da bambina e a scrivere canzoni e piccole composizioni. Nel 2005 esce il primo lavoro, Camera, e nello stesso anno vince il primo premio del Festival delle Arti a Bologna. Tra il 2005 e il 2011 fa parte della rock band Belladonna con la quale registrerà 3 album, di cui 2 negli Stati Uniti, e girando in tournée per l’Europa e gli US. Tra il 2010 e il 2011 fa parte della band di Alex Britti. A marzo 2021 esce il singolo Oltre in doppia versione sia elettrica che acustica voce e piano e, finalmente, nel luglio 2022 esce il video della versione elettrica diretto dal fotografo e video maker Claudio Martinez.

Alice Pelle, è un vero onore ospitarti sulle pagine di Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un tuo ricordo: racconta ai lettori un episodio imbarazzante accaduto durante la tua carriera artistica!

Ciao a tutti! In verità mi vengono in mente molti episodi buffi più che imbarazzanti! Potrebbe essere stato imbarazzante quando, diversi anni fa, abbiamo aperto il concerto a Milano per una band americana abbastanza nota all’epoca e, arrivati sul posto con il furgone, abbiamo chiesto al ragazzo davanti al locale, pensando fosse un addetto del posto, se potesse darci una mano a scaricare il furgone. Beh non era affatto un addetto ma il leader della band! E da vero leader ci ha dato anche una mano!

C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? Che tipo di rapporto ha Alice Pelle con i social?

I social a volte riducono la musica a superficialità, egotismo e presenzialismo, un rischio che non voglio correre. Potrebbe sembrare che la mia musica ed il mio personaggio siano ammantati di mistero, ma in verità non mi piace esibire tutto in rete e, anche volendo, non riuscirei ad essere costante. Di necessità virtù, essere poco presente, può essere un modo di incuriosire e stimolare la partecipazione ai concerti, il luogo nel quale sento di potermi esprimere senza pose o strategie di comunicazione. Si tratta di trovare la giusta misura ma di sicuro una cosa per me è sempre più chiara: sono una musicista non una influencer.

Parlaci ora del singolo e del videoclip da poco uscito di Oltre: tutto ciò che c’è da sapere e quello che ancora non è stato detto!

Oltre ha una storia abbastanza dilatata nel tempo: scritta a metà anni 2000 doveva far parte di un disco che per molti motivi, sia professionali che personali, non è mai uscito. È rimasta sospesa finché due amici, ai quali era rimasta nel cuore, non mi hanno quasi costretto a registrarla e pubblicarla. Con Oltre ho poi vinto un Festival a Roma nel 2020 ed il premio del Festival era appunto la realizzazione di un video. Il tutto portato avanti con la calma dei tempi di pandemia ovviamente!

Ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità. Da Donna e Artista sensibile, cosa significa per te essere felice?

Quello che dici riguardo alle donne richiederebbe davvero troppo tempo per essere anche minimamente sviscerato e non vorrei nemmeno dire delle ovvietà o essere superficiale nella riduzione di un pensiero importante. Posso giusto dirti che in primis una strada per star bene è trovare un equilibrio con sé stessi, a seguire si possono percorrere mille vie diverse e le mie personali son davvero tante!

Facendo riferimento alla tua esperienza: cosa vuol dire essere una cantautrice oggi in Italia e, secondo te, nel mondo musicale quanto spazio viene dato alle donne?

Di bravissime cantautrici, musiciste ed interpreti ce ne sono davvero un’infinità, che lavorano con professionalità e cuore. Eppure, lo squilibrio fra i generi è evidente e la situazione non sembra migliorare, sarebbe interessante aprire una tavola rotonda di confronto sulla questione. Di sicuro nella scuola di musica dove lavoro c’è stato un aumento delle iscritte soprattutto per strumenti da sempre considerati “maschili” come batteria o chitarra, un segnale di cambiamento importante e che, spero, produrrà presto nuovi equilibri.

Ora parliamo di tempo. Se fosse possibile e avessi a disposizione una macchina del tempo, torneresti nel passato o precipiteresti nel futuro?

Passato, sicuramente passato! Non vorresti rivivere i grandi concerti live degli anni ’70, le trasformazioni, le sperimentazioni e tutto quello che ci ha portato esattamente qui?

Sempre a proposito di futuro, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? Quali saranno i tuoi prossimi passi?

In autunno è prevista l’uscita di una raccolta di brani strumentali per piano solo, quindi qualcosa di diverso rispetto alle precedenti. E a seguire, spero nel 2023, un disco nuovo su cui sto già lavorando.

Alice Pelle, ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! A presto!

Esisterà un gusto gelato alla fantasia? Gustiamone di più! Grazie a voi per avermi ospitato!!!