Erasmo: “È la guerra dell’attenzione, oggi basta fare un video e boom sei in rete”

Erasmo, 23 anni, presenta  un‘idea diversa di “rappare” accompagnato da chitarre, strumenti analogici e suoni digitali che rendono questo insieme curioso e interessante. Un percorso che comincia con il singolo “Influencer” e porterà all’album di esordio prodotto inizialmente da solista e dopo completato con la collaborazione dello studio di produzione musicale Last Floor Studio (San Michele Salentino).

Erasmo, benvenuto su rifugio musicale! Diamo inizio a questa intervista con un tuo ricordo: racconta ai lettori un aneddoto legato alla tua carriera musicale 

Ciao a tutti.

Un ricordo? Circa un anno e mezzo fa, quindi una cosa non molto lontana. Ricordo come è cominciato tutto. Ho sempre scritto e suonato solo per me,  lo facevo da anni e non mi interessava minimamente far sentire agli altri la mia musica; era uno sfogo come lo è tuttora, una cosa tra me e me ; ma, a un certo punto una persona in un periodo abbastanza forte, mi disse di crederci un po’ di più , di coltivare questa passione non più come una cosa fine a sé stessa ma come qualcosa che m avrebbe dato uno scopo e mi sono sentito subito preso, incuriosito,  così è nata piano piano la voglia di uscire fuori, di far ascoltare ad altri quelli che avevo da dire e contemporaneamente mi è sempre più piaciuto testare nuove parole muovi modi nuovi sound, tanto che l’idea dell’album è nata così istintivamente insieme a quella di voler cominciare a produrlo da solo, e così è stato, un anno e mezzo fa.

Quali sono gli album che hanno segnato e determinato la tua cultura e gusto musicale?

Ho ascoltato di tutto, vengo dal mondo del classic rock e del metal, è quello con cui sono cresciuto ; parliamo dei Pink Floyd, dei Rolling Stones,  Iron Maiden, Black Sabbath, ma, ho ascoltato anche parecchia musica italiana come De André, Gaber, Vasco. A un certo punto pero mi sono interessato al rap che poi mi ha contaminato nelle canzoni che scrivo e tra i vari album e artisti il mio preferito è Salmo, con uno delle sue ultime produzioni l’altro : “FLOP” .

Quanto ha influenzato il tuo luogo di origine, la Puglia, nella tua musica?

Non tanto, a dire la verità, io sono legato a questo posto e alle sue abitudini ma non credo che se fossi nato e cresciuto in un’altra regione sarebbe stato diverso per me. 

Fossi nato in America starei scrivendo in un altra lingua e avrei avuto sicuramente un altro tipo di cultura e influenza musicale ma oggi come si suol dire, tutto il mondo è paese.

E a proposito di influenze, parlaci del tuo nuovo singolo “Influencer”. Quale è il tuo rapporto con i social e quanto credi sia importante saperli utilizzare per promuovere la propria arte?

“Influencer” è nata per un pensiero che avevo in testa, mi capitava di stare sui social e vedere un sacco di video di gente x che da un giorno all’altro cominciava il suo percorso di influencer o di creator o comico o giudice di cucina o quello che fosse. 

Quello che volevo far passare era innanzitutto farsi una bella risata e poi sotto le righe in maniera simpatica che è l’unica maniera che si ha per dire le cose oggi giorno, volevo appunto far notare che è un qualcosa che sicuramente t’attira, ma molti video e molti influencer sono privi di contenuti; il ragazzino che raggiunge 100-200 mila follower per fare dei video banali che non fanno ridere oppure la miriade di ragazze che fanno reel e tutorial per come ci si trucca, i balletti delle 14enni che mostrano il culo su Tik Tok come fossero delle modelle o chi si mette a fare dei video per far vedere la loro reazione ad altri video, sono cose assurde. Sono cose che bene o male in quel modo in cui vengono fatte, possiamo farle tutti, queste persone diventano virali diventano importanti, diventano a volte personaggi pubblici che ritrovi nelle interviste o in radio o in tv per non aver fatto nulla di che, per non essere bravi davvero in qualcosa . È la guerra dell’attenzione, oggi basta fare un video per attirare e boom sei in rete, ma ci ritroviamo in mezzo a un mucchio di imbecilli, passami il termine. Quello che volevo con “Influencer” era divertirmi un po’, aprire un discorso non aperto mai e farlo simpaticamente così da passare inosservato e far ballare la gente .

Non sono contrario alle nuove mode o ai social o a tutto quello che gira intorno, fin quando hanno un senso fin quando sono realmente produttive e migliorative sono una cosa positiva .

Cosa spaventa Erasmo? Quale è la sua più grande paura?

Questa è una domanda a cui non riuscirei a dare risposta, le paure sono tante. Dal me ragazzo direi che ho paure come tutti .

Credo che una di questa sia quella di non vivere mai abbastanza intensamente quanto il tempo che uno ha.

Come artista, una paura che ho è quella di non riuscire mai ad esprimermi veramente per come sono. Che è una cosa molto, molto complicata .

Dopo “Influencer”, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? 

Con un sacco di novità ; Influencer è stata la canzone di presentazione, mia e del mio progetto, ovvero, “Incasinato “, il mio primo album .

Dopo Influencer ci saranno altri singoli prima dell uscita ufficiale dell’album; il primo tra questi è: “Un attimo”, una canzone a cui sono particolarmente legato, perché mi riporta tante emozioni e sono molto contento di averla scelta per questo inizio di percorso musicale . 

Poi, si cerca sempre di andare avanti passo per passo, e ho già in mente cosa voglio fare dopo, ci saranno parecchie novità, questo è sicuro. 

Erasmo, la nostra intervista è giunta al termine ed io ti ringrazio per essere stato con noi. Saluta i lettori con una citazione o, se preferisci, con una frase tratta dalle tue canzoni! Grazie e a presto!!!

È stato un piacere, allora vi lascio con una frase della mia prossima canzone: 

“A volte sono indifferente, a volte mi interesso troppo e non è che sbaglio io se metto il cuore in tutto quello che faccio; mi dispiace, se di colpo, sembra che ho un cuore di ghiaccio”.

Ciao a presto!

Erasmo.