Il Re Tarantola: “Le playlist sono il male perché a forza di riascoltare le stesse canzoni ti fanno odiare le tue preferite”

Il Re Tarantola è un cantautore/punk/alternativo di Bienno (BS), che caratterizza i suoi lavori da testi ironici, brillanti e “dal raro dono dell’istintivo, istintivamente fresco, autentico, appiccicoso – in senso buono – Pop” (cit. Rockit).
Perennemente in tour, conta circa 300 concerti alle spalle, alcuni dei quali dividendo il palco con: Caparezza, The Zen circus, Tre allegri ragazzi morti, Alberto Ferrari (Verdena), Planet funk, Sananda Maitreya, Marta sui Tubi (a Berlino), Ezra Furman, I Cani, Dimartino, Diodato, Simone Cristicchi, Giancane, I Camillas, Aucan, The Cyborgs e molti altri tra i migliori gruppi alternativi italiani.

Ciao Il Re Tarantola e benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio: prova a descriverti con tre aggettivi e spiegateci il perché!

Allegro, triste e medio. Perché a volte sono allegro, a volte sono triste e a volte sto medio. Come più o meno tutti.

Momento rivelazione: quale è il luogo più strano dove ti è capitato di scrivere canzoni?

Non mi ricordo il luogo più strano, di sicuro mi ricordo il più bello, ho scritto la canzone “Agguati” in spiaggia a Santo Domingo.

Quali sono gli artisti e/o le band che non possono mai mancare nelle tue playlist musicali?

“Mai” non lo so, le playlist sono il male perché a forza di riascoltare le stesse canzoni ti fanno odiare le tue preferite, soprattutto per uno come me, che non ha Spotify sul cellulare e si fa ancora le compilation su chiavetta da ascoltare in macchina, che ovviamente rimangono quelle per decenni.
Poi dipende, le faccio per stagioni, in estate, per esempio, non può mancare il reggae o qualcosa di esotico/estivo.
Questa estate ho creato una compilation con, per lo più, brani di Eddy Grant, Harry Belafonte The ventures e Ritchie Valens

Parlaci ora del tuo singolo “I mostri non stanno sotto il letto, ma stanno nella cassetta della posta”.

Sono 2 riff di chitarra, suonati identici anche col basso, un tempo di batteria suonato nella strofa sul charleston e nel ritornello sul piatto (più un fill ripetuto più volte) e il solito testo che parla di disagio preso con sportività. L’unica cosa aggiunta rispetto agli altri pezzi che scrivo da 15 anni è una melodia da cantare che dice: “nannanannana”.

Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare?

Se è il primo concerto della settimana bevo una birra,

se è il secondo concerto di fila bevo un caffè,

se è il terzo prendo una tachipirina.

Ora svelaci quali sono i tuoi piani per il futuro: live in vista? C’è un pubblico di riferimento a cui ti senti particolarmente legato?

Martedì 06/09 ho l’ultimo concerto del tour estivo al Chiosco Mù di Salò (BS).
In duo elettrico (perché l’80% delle volte suono da solo con la chitarra/voce in una specie di live/ stand up comedy) con Superchicco Toma alla batteria.
Poi vedremo cosa ci lasceranno fare in autunno inverno.
Per un po’ uscirà una canzone nuova a stagione, fino a quando raggrupperò tutti i pezzi e se sarò ancora vivo ne farò un album. Il pubblico a cui sono legato è quello simpatico,
che viene ai concerti e partecipa in maniera attiva e sa divertirsi, che mi saluta a fine concerto, che se vuole compra qualcosa al merchandise e se non vuole va bene lo stesso, basta che non mi chieda i cd o le magliette gratis, o degli sconti in maniera antipatica.

Prima di salutarci, vuoi aggiungere qualcosa? Il Re Tarantola, ti ringrazio per questa chiacchierata e speriamo di poterti venire ad ascoltare presto dal vivo!!!

Ieri il mio cane Loki ha compiuto 10 anni.

Grazie mille, alla prossima, dai vediamoci dal vivo, non mollate!